Il disarmante potere dell’inclusione e dell’esclusione in azienda nel processo di internazionalizzazione d’impresa, e non solo…


Non voglio parlarti del processo di internazionalizzazione in sé, ma del perché questo, per il 99% dei casi, fatica a decollare. Risolto tale blocco puoi andare con la tua azienda davvero dove vuoi.
Il vivere l’azienda da entrambe le parti, da collaboratore e da imprenditore, ti dà modo di poter osservare alcune dinamiche da punti di vista diversi, molto spesso anche contrastanti fra loro, e di riuscire a comprenderle meglio.
Come collaboratore il punto di vista è di trovarsi molte volte a “subire” delle situazioni decise da qualcun’altro, di non averle condivise né tantomeno accettate, e per questo motivo avere dentro di sé quel senso di rifiuto che scaturisce nel “non mi piace, ma mi tocca…”.
Quante volte sarà successo questo anche nella tua azienda?
Un progetto che non è piaciuto e che ha avuto un sacco di problemi…
Una persona che è stata inserita, magari anche brava, e mai accettata dal gruppo tanto che alla fine se n’è andata…
Un lavoro fatto male con poca voglia e tu che sistemi alla sera al posto loro…
L’orologio che indica le 18 e puntualmente la penna si appoggia lasciandoti nell’emergenza di un lavoro da consegnare.
Alcuni progetti che hanno un impatto enorme, come quello ad esempio del processo di internazionalizzazione, se portati avanti con questo tipo di pensiero, sono già destinati ad un forte rallentamento o ad avere problematiche quando va bene, e nella peggiore delle ipotesi sono proprio destinati al fallimento.
Come imprenditore, invece, il punto di vista è di non capire il perché le cose non filino lisce ma ci siano sempre intoppi, non si comprende perché le persone non si accendano e non si entusiasmino in progetti così tanto importanti e “fighi”.
Beh, sai cosa ti dico?
Ognuno ha il suo punto di vista, ed è assolutamente doveroso rispettarlo così come noi pretendiamo venga rispettato il nostro. Ma il vero punto è che si tende a rifiutare tutto ciò che non è ben conosciuto e compreso.
Quindi da un lato troviamo collaboratori che non hanno compreso che cos’è il processo di internazionalizzazione (e forse non sanno nemmeno cosa vuol dire il termine stesso), persone che non accettano una cultura diversa, persone che rifiutano un certo tipo di comportamento perché semplicemente “non sanno”, mentre dall’altro lato troviamo imprenditori che non hanno compreso i desideri e le ambizioni delle loro persone, e a volte loro stessi non sanno il perché di certe scelte se non semplici numeri o necessità.
Faccio solo fare una semplice ma profonda riflessione: quanto tempo dedichiamo prima di un progetto a far veramente conoscere e comprendere ciò che stiamo proponendo ai nostri collaboratori? E i nostri collaboratori quanto tempo dedicano a conoscere e comprendere i mercati, le culture diverse, i movimenti dei concorrenti per riuscire ad evolvere insieme all’azienda?
Se vogliamo un’azienda che porti avanti con velocità i progetti e senza intoppi, dobbiamo avere un’azienda che conosce e comprende, altrimenti avremo dei battaglieri che rifiutano inconsapevolmente ciò che tu invece vuoi ottenere.
Inclusione o esclusione sono semplicemente degli effetti di una buona o mala conoscenza e comprensione delle cose.

Impara – comprendi – includi +
Fai imparare – fai comprendere – fai includere =
Ottieni tutto ciò che vuoi